Eccoci giunti alla mia torre, su questo monte detto Pissavino. Terminata è finalmente la salita, ora è tempo di riposar. Ma raccontar vi voglio ancora un po' di questa terra mia e delle mie avventure. Intanto alzate il vostro sguardo su per la parete di questo antico mastio, veder potrete, al di sopra di una bifora, una pietra di lavagna su cui sfoggia in bella vista il simbolo mio, di Adelasia in sulla sua torre raffigurata. Da quassù vi sembrerà poter dominar tutta la valle, infatti par che il posto fosse, fin già dai tempi del Romano Impero, luogo di difesa e avvistamento all’avanzar nemico. Veliatium venìa chiamato il posto, oggi Vegliasco, e già da allor qui vivevan le genti in pace ed ar- monia nel cuor della natura. Più in alto ancor scorger potete, il sacro Monte Tirasso, dove oggi sorge il Santuario alla Santa Vergine della Guardia dedicato, che da lassù offre al paese e a tutti quanti protezione. Là tutt’attorno v’eran fitti boschi, ed Aleramo proprio lì facea il carbone. Vi si raccoglievan funghi e castagne in abbondanza, ch’eran per noi buona pietanza, com’anche selvaggina, ch’io stessa imparai a cacciar con l’arco. Poi egli partì per affiancar il Vescovo in battaglia, poiché saputo ebbe, il Monsi- gnore, delle sue doti di soldato ed allor... io rimasi qui, triste, sola ed in pensiero. Fu allor che proprio in quei boschi, una mattina, mentre legna raccoglievo, vidi avanzar soldati in arme e sentii da lor pronunciar l’idioma mio. Capii allor che proprio me cercavan. Impaurita corsi giù fino alla torre, presi i miei figlioli e fuggii nel fitto bosco ma... presto fui fermata... Non mi fecero alcun mal, anzi, ancor mi chiamaron Principessa ed al padre mio mi riportaron. Quel giorno, scendendo dal Tirasso in sulla via per Moglio, presi a pianger per malinconia, guardando allontanarsi la vecchia casa mia, dove tanto fui felice col mio sposo e tutti i figli nostri; ma al con- tempo il pensier di rivedere presto l’amato padre mio mi riempiva il cuor di gioia. Fu così, che molto tempo dopo, in ricordo a quei momenti, a quel tratto del cammin che porta fin lassù, fu dato il nome del regio padre mio, di Sassonia Imperatore Magno: “Via Ottone I”,. Intanto il mio Aleramo, grazie alle sue grandi imprese militari, già trovavasi alla corte del mio So- vrano genitore, da questi perdonato e designato del titolo di Marchese; mentre io... come dir, da quel dì...tornai ad esser per tutti e nuovamente... Principessa. Ma or scendiamo a valle e raggiungiamo finalmente il Borgo di Moglio, ultima tappa del nostro cam- mino. ADELASIA TAPPA 5.mp3
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