Questa l’ultima tappa del nostro cammino lungo i miei sentieri. Compreso avete questa mia leggenda, che pur qualcosa forse di ver in sé racchiude. Per terminar così la storia mia, voglio ancor del Vescovo d’Ingaunia raccontar, il qual, allor, cristianamente maritar ci volle; e qual posto miglior di questa bella chiesa, al Santo Martire Sebastiano intitolata, per narrar di lui li fatti? Orbene, cominciam da quando l’amor mio Aleramo, al palazzo del Prelato carbone consegnava: Scen- dea da i boschi coll’asino al mattino, seguendo questo stesso sentiero che conduce giù, fino a mezza costa. Là prendea l’antica strada già segnata dal romano Imperator Augusto, e passando sopra capo Santa Croce, tra le alte rocce erte sul mar, giungea, dopo lungo camminar, alla città di Ingaunia. Con se portava sovente il nostro primo figlio, che ormai grande, diventò di buon aiuto al padre suo. Chiamarlo volemmo Ottone, come il di lui nonno, e forte e coraggioso com’egli proprio cresceva. Cosicché, Sua Eccellenza, lo volle al suo servizio qual suo personal scudiere. Da lì a poco avvenne il nostro matrimonio, dal Monsignore stesso consacrato, ed io finalmente mi sentii felice ed in pace con l’alma mia ed il Cielo. Ma venne il giorno in cui, battaglia il Presule intraprese contro le città ribelli del settentrione aventi a capo Brescia, fautrice del temibile Berengario, e... proprio al fianco dell’Im- perator mio padre, che in quei tempi dominava la regione. Il mio Aleramo allor decise di seguire il figliuol nostro e stargli accanto, così presto insiem mostraron grande coraggio ad affrontar e sbaragliar l’avversatore. Ottone, volle saper chi fossero codesti eroi e... Scoprì così l’arcano. Immaginar allor potete qual sia stato il suo sentir in quei momenti: odio ed amor si dibattean nel cuor suo ma.. infin più che il furor potè il perdono. Da allora ritornai ad esser felice, insieme al padre mio adorato, con tutti i figli miei e l’amor mio, Aleramo. Mi ritrovai ancora principessa e lo sposo mio, designato Marchese e signor del Monferrato. E qui si conclude questa mia lunga storia... ricordata in Alassio come “La Leggenda di Adelasia”. Or per me giunto è il tempo dell’addio. Tornar io debbo laddove son venuta. E se così dev’esser, orbene sia. Dove chiedete? No... non sulla torre mia ma... in quei lontani lidi, da realtà tanto discosti, senza tempo e luogo alcuno; d’immaginazion sì fatti... di sogni e... fantasia. Ascolta la traccia - Adelasia Tappa 6.mp3
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