Il completamento della linea ferroviaria tra Savona e Ventimiglia nel 1872 rompe l’isolamento ormai più che secolare del Ponente ligure ed è indubbiamente un volano formidabile per lo sviluppo dei paesi interessati e di Alassio in modo particolare. Il treno permette agli stranieri di raggiungere comodamente la cittadina, evitando tormentati viaggi sulle tortuose strade di allora o il percorso via mare. La prima stazione era un semplice fabbricato interamente in legno, ad un solo livello, realizzato dalla Società Ferrovie dell’Alta Italia. Nel 1888 fu costruito l’edificio dello scalo merci, tuttora esistente, con il tetto a spiovente sorretto da mensoloni di legno. Con il crescere della fama di Alassio come luogo di villeggiature, il traffico passeggeri aumentò notevolmente fu necessario ingrandire e potenziare la stazione. Thomas Hanbury cedette dei terreni alle Ferrovia, ponendo la clausola che tutti i treni avrebbero dovuto fermare ad Alassio. Il progetto del nuovo edificio fu affidato all’ingegnere Achille Manfredini, noto esponente dello stile “floreale” molto attivo soprattutto a Milano. L’edificio è su tre piani (compreso a quello a livello della piazza) con terrazzo al cui centro si eleva una torretta a logge. I binari sono a livello del primo piano. La facciata presenta una decorazione in pietra a vista ai lati, e a motivi floreali nella parte centrale. Un grande scalone conduce ad un vestibolo dal soffitto decorato con gli stemmi di Alassio e di Genova da cui si accede al primo binario e alle sale d’aspetto. Notevole quella di prima classe, con le pareti rivestite di boiserie, con arredamenti e decorazioni d’epoca e un grande lampadario in vetro di Murano. Ascolta la traccia - Tappa 10.mp3
Un itinerario alla scoperta dell’affascinante eredità britannica di Alassio, tra eleganti ville storiche, giardini, chiese anglicane e luoghi di cultura. Un percorso che racconta come, dalla fine dell’Ottocento, la comunità inglese abbia contribuito a trasformare la città in una rinomata meta turistica internazionale, lasciando tracce ancora oggi visibili nel suo paesaggio e nella sua identità.
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