Itinerari

Gli inglesi ad Alassio - Hanbury Tennis Club - Tappa 8

Anche per la comunità britannica alassina il gioco del tennis diventa un’esigenza sempre più sentita e sul finire del XIX secolo, grazie all’impegno di Mrs. Gibb, del dottor Boon, del reverendo Hewitt, di Daniel Hanbury e del cugino Arthur, vede la luce anche il Lawn Tennis Club di Alassio. E’ sir Thomas Hanbury a mettere a disposizione un terreno, sito tra la chiesa anglicana e la ferrovia, ove realizzare il primo campo da gioco, dietro pagamento di un affitto simbolico di dieci sterline all’anno. Possono così aver inizio le gare tra i membri della colonia e le partite con i circoli di Sanremo e Bordighera. Il successo del club è assai rapido, se già nel 1911 può contare su oltre 50 iscritti. Ma Hanbury deve cedere il terreno alla ferrovia che necessita di spazi per costruire la nuova stazione e il campo da tennis diventa un problema da risolvere, un problema che ingigantisce nei primi anni Venti del nuovo secolo, quando la colonia britannica raggiunge la sua massima espansione.

La soluzione arriva ancora da un Hanbury, Daniel questa volta, che acquista un vasto appezzamento a ponente della stazione, tra la linea ferroviaria e il vecchio cimitero prossimo alla dismissione. Il suo è un progetto di grande rilievo: ben otto campi in terra battuta, che vedono la luce in breve tempo. Già il 20 dicembre del 1923 ha luogo la partita inaugurale. L’accesso ai terreni di gioco avviene tramite due scale, ai lati della tribuna, coperte da un pergolato, nello stile tipico delle ville inglesi. A monte dei campi, dietro la tribuna, Daniel fa erigere una Club House a due piani, un po’ in stile coloniale, che verrà ultimata l’anno successivo. È una struttura di prestigio, dotata di tutte le attrezzature necessarie per il gioco e per i players, ma anche di tutto ciò che serviva per trascorrere il tempo tra una partita e l’altra e per non far annoiare gli spettatori e gli accompagnatori. Nell’immancabile sala da tea, al piano terra, si potevano trovare i giornali e le riviste inglesi e internazionali, mentre al piano superiore un grande salone poteva essere utilizzato per feste o cerimonie. E non mancava anche una piccola biblioteca. Il tutto, tra vialetti e muri in pietra, è circondato da oltre 12000 mq. di giardino.

La conduzione del Club è affidata al capitano Percy Goodchild, lui stesso tennista e arbitro. È coadiuvato dalla moglie Muriel Wellesley, una discendente del duca di Wellington. Mrs. Goodchild sarà fino alla morte, nel 1970, una infaticabile animatrice della vita della colonia britannica. La fama del Lawn Tennis Club alassino si diffonde rapidamente e nell’aprile del 1928 la squadra australiana di tennis, che deve giocare il quarto di finale di Coppa Davis contro l’Italia a Genova, sceglie Alassio per gli allenamenti e la preparazione. Oltre al Club Tournament e all’American Tournament, si tengono tornei riservati ai giovani e alle signore. Ma più atteso e importante è senz’altro l’Open Tournament, che si disputa dal 1926, a cui prenderanno parte tennisti e tenniste di fama mondiale.

Dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale e la morte improvvisa di Daniel Hanbury nel 1948, il complesso resta nelle mani della sua seconda moglie Ruth Hardinge, che si impegna a rimetterlo in funzione riaffidandolo ancora a Percy Goodchild, che fino alla morte nel 1968 ne rimarrà il segretario. Nel 1977 il tennis passa ad un nuovo proprietario, ancora un inglese, che ne conserva la struttura e arricchisce la Club House con fotografie, manifesti e antichi ricordi che rendono l’ambiente assai suggestivo, un vero e proprio “luogo della memoria”.

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Credits

Concept, Design, Web:

Kumbe s.r.l.
www.kumbe.it

Foto:

  • Emerson Fortunato
  • Marco Zanardi
  • Mola Mola Dive Team
  • VI Continente Diving Center
  • Giardini di Villa della Pergola
  • Thalasso and Medical SPA Grand Hotel Alassio
  • Golf di Garlenda
  • Mattia Righello
  • Un Mondo di Colori
  • Willie Boehmer
  • Giannicola Marello.

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